Mi ritrovo nuovamente in cammino con il mio pesante saccone sulla schiena, questa volta in direzione del Passo del Cengalo, sulle Alpi Retiche. Sono stato abbastanza oculato nella gestione dei pesi, ciononostante tutta l’attrezzatura si fa sentire sulle mie spalle.
Arrivo la sera di lunedì 11 luglio 2022 nei pressi di un piccolo nevaio. Uno dei pochissimi rimasti in questo anno di siccità. Riesco a posizionare l’amaca che ho portato con me tra due grossi massi e, per giunta, in prossimità di un rivolo d’acqua, così mi addormento; l’indomani sveglia alle 4:30.
Terminati i preparativi raggiungo il colle del Cengalo. Davanti a me vedo la maestosa parete NE del Piz Badile. Imponente. Voglio compiere la salita in solitaria della famosissima Via degli Inglesi, ma a quella vista la parete incute un certo timore e mi mette in soggezione. La ritirata dalla via è problematica: dal colle si effettuano una serie di doppie che portano all’attacco, così giunti ad un certo punto, risulta sicuramente più semplice uscire dalla via che ritornare indietro.
Rimango fermo una decina di minuti a guardare la parete, era il mio “punto di non ritorno”. Le perplessità non riguardavano tanto la difficoltà della via, comunque per me gestibili, ma l’ostacolo mentale importante che avrei dovuto affrontare: è la mia prima salita in solitaria che compio fuori dalle montagne di casa, su una parete che conosco poco, e su una via che non abbia precedentemente percorso.



