Lunedì 20 dicembre 2021, mi incammino verso l’invernale del Rifugio Albani, carico con un saccone da oltre 25Kg, in compagnia del mio amico Francesco. L’indomani avrei attaccato la via Direttissima sulla parete nord dellaPresolana, sarebbe stata la prima salita solitaria invernale di tutta la parete, nonché della stessa via.L’idea di essere il primo a compiere una salita aiuta da un lato a motivare, dall’altro alimenta sempre quei dubbi e quelle perplessità che ti assalgono prima di un’uscita importante.
Compiere una prima però non può che rappresentare la ciliegina sulla torta, quell'in più che permette di scegliere quale tra le tante possibili ascensioni affrontare. Ma da sola non sarebbe assolutamente sufficiente a spingere una persona a salire su una parete, da solo, d’inverno e nei giorni più corti dell’anno. Vi sono di base ragioni introspettive decisamente più profonde, intime. Ho sempre apprezzato una visione malinconica e romantica dell’alpinismo: le solitarie, ho già sperimentato, amplificano notevolmente questi stati d’animo. Compiere una solitaria invernale è forse lo strumento conoscitivo più grande con il quale mi sia mai confrontato.
Sono le ore 3:30 del 21 dicembre 2021. L’inverno è ufficialmente iniziatoda poche ore e la mia sveglia interrompe il silenzio della notte. Con tutta calma mi sistemo e mi incammino verso lo spigolo NE insieme a Francesco. L’avvicinamento nonostante sia breve d’estate, richiede qualche ora per via della neve abbondante e farinosa, ma per fortuna la parete sembra pulita.




